Letture per Riflettere

 

“È grave essere diversi?”

“È grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie.

È grave voler essere uguali, perché questo significa forzare la natura,

significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi del mondo, non ha creato una sola foglia identica all’altra.

Ma tu ritieni che l’essere diverso sia follia e così hai scelto di vivere in questo ospedale psichiatrico.

Perché qui, visto che tutti sono diversi, diventi uguale agli altri”

.

Paulo Coelho

 

Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore.

E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi:

“Perchè sei qui?”.

E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse:

“È una domanda poco opportuna, comunque risponderò.

Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso,e così mio zio.

Mia madre vedeva in me l’immagina del suo illustre genitore.

Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire.

Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta.

Ed anche i miei insegnanti, il dottore in filosofia,e il maestro di musica,e il logico,erano ben decisi:

ognuno di loro,voleva che io fossi il riflesso del suo volto in uno specchio.

Per questao sono venuto qui.

Trovo l’ambiente più sano.

Qui almeno posso essere me stesso.”

E di scatto si volse verso me e chiese:

“Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?”

Ed io risposi:” No, sono qui in visita”.

E lui disse:

” Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altre parte del muro”

.

 

Kahil Gibran

 

"C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte,

dove rimani senza fiato, per quanta emozione provi;

dove il tempo si ferma e non hai più l’età;

quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare…

Da lì fuggir non potrò poiché la fantasia d’incanto risente il nostro calore e no…non permetterò mai ch’io possa rinunciare a chi d’amor mi sa far volare"

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Alda Merini

 

 

"Vivere: nel vivere non c’è alcuna felicità.

Vivere: portare il proprio io dolente per il mondo.

Ma essere, essere è felicità.

Essere: trasformarsi in una fontana, in una vasca di pietra, nella quale l’universo cade come una tiepida pioggia"

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Milan Kundera

 

 

"Furono mesi d’ozio e di relativo benessere, e perciò pieni di nostalgia penetrante.

La nostalgia è una sofferenza fragile e gentile, essenzialmente diversa, più intima, più umana delle altre pene che avevamo sostenuto fino a quel tempo: percosse, freddo, fame, terrore, destituzione, malattia.

È un dolore limpido e pulito, ma urgente: pervade tutti i minuti della giornata, non concede altri pensieri, e spinge alle evasioni.

Forse per questo, la foresta intorno al campo esercitava su di noi un’attrazione profonda.

Forse perché offriva, a ognuno che lo ricercasse, il dono inestimabile della solitudine: e da quanto tempo ne eravamo privi!

Forse perché ci ricordava altri boschi, altre solitudini della nostra esistenza precedente, o forse perché invece, al contrario, perché era solenne e austera come nessun altro scenario a noi noto"

.

 

Primo Levi

 

 

"A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;

a piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;

a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;

a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;

a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;

Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;

a vivere c’è il rischio di morire;

a sperare c’è il rischio della disperazione e

a tentare c’è il rischio del fallimento.

Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.

La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla.

Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere.

Incatenata alle sue certezze, è schiava.

Ha rinunciato alla libertà.

Solo la persona che rischia è veramente libera"

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Leo Buscaglia

 

 

"Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.

Fa la sua strada e tu la tua e non sono la stessa strada.

Così …

Io non è che volevo essere felice, questo no; volevo salvarmi, ecco: salvarmi.

Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.

Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti.

No.

Sono i desideri che salvano; sono l’unica cosa vera.

Tu stai con loro, e ti salverai; però troppo tardi l’ho capito.

Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.

È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.

Non se ne esce.

Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare, con tutta la forza che avevo.

Mi sono fatto tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare"

.

 

Alessandro Baricco

 

 

"Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote?

Vuote, caro mio.

E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.

Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto"

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Luigi Pirandello